Sei qui: > Home > Il Museo
Tra le finalità della Fondazione vi è quella, sicuramente strategica, dell'organizzazione e allestimento di mostre temporanee. Un'importante risorsa attraverso la quale valorizzare il lavoro di ricerca e di costante raccolta di documentazione cartacea, iconografica e oggettistica; uno strumento, anche, per instaurare e rafforzare le relazioni con il territorio.
Settanta fotografie scattate dal grande reporter sui conflitti più recenti.
Mostra che ripercorre l'esistenza di padre Giuseppe Placido Nicolini, distintosi, tra l'altro, per aver salvato la vita a numerosi ebrei.
Un itinerario cronologico che guida il pubblico nella lettura delle principali tappe della storia dell’Ospedale Psichiatrico di Pergine Valsugana (1882-2002).
"Ritorno sul Don" mette in scena la campagna di Russia intrapresa dall’esercito italiano (230.000 uomini) nell’estate del 1941 e conclusasi con la tragica ritirata nel gennaio del 1943.
Una mostra itinerante sulle presenza femminile nella cooperazione trentina
Mostra sui Mondiali di sci nordico che si sono tenuti in Val di Fiemme nel 1991 e nel 2003.
Mostra fotografica di Paolo Sandri, che offre una visione originale delle ferite e delle incisioni sul territorio.
Mostra sulla storia del trasporto pubblico in Trentino.
Mostra che desidera dare un quadro di come il fumetto italiano si è confrontato con la storia, la cronaca e la ricostruzione storica dell’Italia dall’Unità ad oggi.
Medaglie olimpiche, coppe del mondo, sci e pettorali: in mostra a Le Gallerie di Piedicastello (TN) gli oggetti appartenuti ai campioni della storia dello sci italiano e non solo.
La Galleria bianca è occupata, nella sua prima parte, da una mostra introduttiva sull'"invenzione del territorio", un modo per accostarsi al Trentino e alla sua storia. Gli spazi rimanenti sono destinati alla didattica, alla formazione, all'approfondimento e accolgono, di volta in volta, percorsi espositivi temporanei in cui i diversi linguaggi culturali si intracciano, creano un luogo di confronto e di sperimentazione artistica e danno una spinta propulsiva all'analisi del territorio.
Accanto alle mostre temporanee la Fondazione cura alcune esposizioni permanenti.
Oltre a quella ospitata presso la sede centrale - in fase di riprogettazione e riallestimento - funzionano sul territorio varie iniziative legate ai Portali della storia e della memoria.
Due grandi manovre militari, a distanza di trent'anni l'una dall'altra,
raccontano la storia di un territorio, quello della val di Non, che a causa della sua posizione geografica come terra di confine e di passaggio ha richiamato l'attenzione degli eserciti e dei generali, dei re e degli imperatori, i capi di Governo e i ministri della Guerra.
L'esposizione mette in scena le manifestazioni ordinarie, quotidiane, della scrittura popolare: le iscrizioni sulle case rurali, i graffiti, le incisioni dei pastori, che trasformano la montagna in un ambiente scritto; le scritture legate ai diversi ambiti di lavoro (l’alpeggio, il bosco) e quelle più domestiche dedicate a tramandare la memoria familiare.
Un percorso storico che si svolge all’interno del Castello del Buonconsiglio alla scoperta di quegli avvenimenti storici, legati alle lotte risorgimentali e alla prima guerra mondiale, che hanno segnato la storia del Trentino fino alla sua unione all’Italia nel 1918.
In val di Non, l’epopea idroelettrica della metà del secolo scorso ha scritto una tra le sue pagine più intense. Iniziati nel 1940, poi sospesi a causa della guerra e ripresi nel 1946, i lavori per la costruzione della diga di Santa Giustina terminarono nel 1950. La mostra racconta come è cambiato il paesaggio mentre cresceva il “muro”, come si viveva sui cantieri, in superficie e sotto terra, come nacque e come maturò l’idea di “Santa Giustina”. Fotocronaca di una storia, il percorso espositivo utilizza le immagini straordinarie dell’archivio inedito dello “Studio Ing. Claudio Marcello”, scattate nel periodo tra il 1946 e il 1954.
Come si è passati da una agricoltura di sussistenza al modello agricolo industriale? Alla fine dell’800 l’agricoltura in val di Non è praticata quasi esclusivamente per il fabbisogno familiare. Cento anni dopo, alla fine del ‘900 si producono oltre 290.000 tonnellate di frutta all’anno che vengono esportate sui maggiori mercati internazionali. In poco più di un secolo sono mutati il paesaggio e la comunità. Come è stato possibile il cambiamento?
Con i “Portali della storia e della memoria” il Museo storico del Trentino promuove il recupero del passato e della storia del territorio. Il modello del Portale si costituisce come un work in progress, una sperimentazione destinata a crescere e a modificarsi per sedimentazioni, di volta in volta affrontando argomenti diversi.
Il Museo storico del Trentino intende sperimentare il modello del Portale su tutto il territorio della Provincia. Per il momento, le comunità già coinvolte sono la valle di Non, la valle di Ledro e il Primiero. Si cerca in questo modo di realizzare una rete territoriale della storia e della memoria che riguardi tutto il Trentino.
Come una sorta di piccolo museo, il Portale nasce come un luogo destinato alla storia e alla memoria. Per rispondere il più possibile alla domanda di memoria della comunità, raccoglie e conserva documenti, ospita iniziative e promuove attività nei singoli territori della Provincia.
Per il Portale la storia e la memoria non hanno a che fare solo con il passato. Riflettere sull’esperienza collettiva di una comunità e sull’esperienza individuale dei suoi singoli abitanti significa riflettere su un patrimonio culturale che coinvolge il presente, il passato e il futuro.
Scopo principale del Portale è mettere a disposizione oggetti, notizie, metodologie, ricerche e risultati di ricerche, immagini e documenti, testimonianze e video-interviste. I destinatari sono i componenti della comunità presente sul territorio, che condividono un patrimonio comune di storia e di memoria, e tutti coloro che vogliono ampliare le proprie conoscenze.
Il Portale non sarà soltanto un nuovo piccolo museo di storia locale, ma uno strumento di partecipazione. Come una valvola di scambio o una porta a doppio ingresso, il Portale ha bisogno della partecipazione e dell’apporto di tutti per poter crescere e svilupparsi.
Il Portale intende “restituire” alla comunità e al suo territorio le storie, i fatti, i racconti e le testimonianze del proprio passato mediante la promozione di percorsi espositivi temporanei o permanenti, la realizzazione di filmati documentari e altre iniziative che consentano alla popolazione di fruire dei risultati delle ricerche svolte.
Progetto che mette in rete le province di Trento e di Vicenza e valorizza i patrimoni e le risorse storico-culturali presenti in questi due territori.
Il territorio trentino è ricco di luoghi e soggetti culturali che testimoniano, a titolo diretto o simbolico, il suo passato.
La Fondazione Museo storico del Trentino ne promuove la conoscenza e la fruizione attraverso progetti autonomi o in collaborazione. La Fondazione si prefigge in questo modo l'obiettivo di promuovere la conoscenza degli strumenti critici utili alla migliore comprensione dei processi storici relativi all’età moderna e contemporanea e a mantenere vitale il legame con il territorio, la sua gente e la sua cultura. L'intento è di sollecitare anche una nuova lettura del rapporto storia/memoria.
Fra le varie iniziative si segnalano percorsi didattici, campagne di raccolta testimonianze e allestimenti museali, ma anche l'elaborazione di una mappa dei luoghi della memoria del Trentino. In questo caso si tratta di una ricerca affidata a Christian Bonazza e finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.
torna a inizio pagina Aggiornato il: 19/08/2008 14:33