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Archivio di cinema e storia
Prigionieri della guerra

SCHEDA FILM

"Prigionieri della guerra" un film che ormai ha fatto il giro del mondo

Prodotto dal Museo Storico in Trento e presentato in prima mondiale nel 1995 al Festival del cinema muto di Pordenone, quest’opera dei registi Gianikian e Ricci Lucchi e con la consulenza storica di Diego Leoni, ha partecipato nel corso dei due anni successivi a prestigiosi festival e rassegne internazionali (New York, Berlino, Rotterdam, Sarajevo, Teheran).

Il film è composto di materiali cinematografici della Grande Guerra, raccolti negli archivi dei grandi imperi che si fronteggiarono , in prevalenza zarista ed austro-ungarico. Nel lavoro si contrappongono i "film rapporto" militari sulle condizioni dei prigionieri di guerra, degli orfani, dei profughi, donne e bambini, dei caduti delle due parti. Eventi speculari registrati dalle camere "nemiche" ai margini delle battaglie. Si seguono i movimenti e del dispersioni di coaguli di etnie diverse che operarono sui vari fronti e subirono, a seguito delle sconfitte, deportazioni in luoghi lontani da quelli d’origine.

Le immagini sono l’altro volto delle "scritture di guerra", diari, lettere di soldati tirolesi, trentini, che combatterono nelle file dell’esercito austriaco, scrittura da cui il film trae ispirazione. La compilazione dei materiali, attraverso tecniche di analisi delle inquadrature originarie vuole fare riemergere quegli elementi che segnano, ripetendosi, la marcia del secolo e la sua fine, ancora attorno ai Balcani.

 

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